21/01/2012
C'ERA UNA VOLTA
Correva l'anno... a saperlo. Dietro le foto non ho trovato indicazioni, comunque posso assicurarvi che l'anno correva.
Da sinistra: Aldo, Giorgio tutti e due ancora in piena attività e per finire Francesco Maria che si è invece ritirato molto presto dall'attività. Peccato all'epoca aveva una Honda 400 due cilindri molto bella, appena uscita.
La foto è stata scattata a Gubbio, una uscita non molto impegnativa, un cento km, più o meno.
Piccola variante, Giorgio è andato a scattare la foto ed è stato sostituito da Edmo, altro motociclista che non ha retto al tempo. Peccato!
Ma non è il caso di rimanere troppo in posa. I posteri hanno i loro diritti ma i motociclisti, almeno quelli veri non riescono a stare lontani per troppo tempo dai propri mezzi ( volevo dire cavalcature, ma all'ultimo momento mi sono vergognato!)
Quello con la mitica Gilera 300 è Giorgio, riconoscibile. Quello in incognito è Edmo. È su un Guzzi (credo) Allodola. La Guzzi ha sempre usato volatili qui credo proprio si tratti di una Allodola. Forse leggermente elaborata.
Edmo forse con l'Allodola. Aldo è sen'altro con il Guzzi Falcone 500. Una motocicletta che all'epoca certamente, ma forse ancora oggi, poteva dire la sua.
Certo la Gilera era di tutt'altra classe. Contro la Gloriosa Casa di Arcore non c'era partita sui circuiti del mondo... Oggi ad Arcore c'è una Villa, che tristezza, ma questa è tutta un'altra storia.
Questa invece è la storia della prima uscita veramente impegnativa... C'é Massimo su Morini 350 (da sinistra) poi Francesco che se non sbaglio era con una bellissima Honda Night Hawk, poi Giorgio, qui era con la Kawasaki 400 ed infine Aldo. Il Gruppo è evidentemente a Matera e la ripresa è di Piero che allora viaggiava con... non ricordo più
Una breve sosta, un frugale pasto a Metaponto. Qui appare Piero. Ve lo avevo detto che c'era! Di li a poco saremmo andati, certo richiamati da Pitagora... alle Tavole Palatine.
Qui ci siamo tutti, oppure c'era un sesto o chissà avevamo coinvolto qualche turista di passaggio!
E non lasciatevi trarre in inganno: è Giorgio che sostiene la colonna, che li si parla per l'appunto di rovine!
Come vi dicevo, appena Giorgio si è spostato la colonna è ritornata ad adagiarsi.
(fine)
18:08 Scritto da: gio_bell in motori | Link permanente | Commenti (2) | Tag: motociclette, moto guzzi, moto gilera |
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26/08/2011
prossima uscita: PIEDILUCO

Prima di tutto uno sguardo al percorso, uno sguardo attento per ridurre al massimo le probabilità che qualcuno si perda per strada:
Questo è Piediluco paese, caratteristico borgo di origine ... ma è molto meglio cliccare qui per saperne di tutto e dipiù.
Troverete anche le indicazioni meteo per noi importantissime non tanto perchè motociclisti ma in quanto pensionati. Qualcuno denuncia dolori vari localizzati qui e là che si acutizzano con il cattivo tempo. Si va bene la tuta antipioggia, maglioni, sciarpette... ma quando piove piove!
Il programma prevede di raggiungere l'altra sponda, non proprio con un pedalò ma con un battello più adeguato, insomma si tratta di una traversata seria!
Questione di minuti e saremo a destinazione. Vediamo di essere più precisi. Approderemo alL'AMACA all'ECO, ristorante, pizzeria, caffetteria (non mi piace il nuovo "e quant'altro", preferisco l'antico "ecc. ecc.")
Se poi siete proprio patiti del quant'altro cliccate qui
Abbiamo pranzato, ci siamo rilassati sulle magnifiche sdraio all'ombra, chissà forse c'è tempo per fare il giro del lago!
Arrivano le prime adesioni:
Marcello e Georgette ci saranno come pure Massimo, come pure, ahinoi, Aldo. Naturalmente benvenuta Luciana. Stavo per dimenticare Massimo.
Piero questa volta si presenterà in gran spolvero, altro che moto che sputa olio o scoppietta. Accidenti : ma scenderà dalla pedana?!
Riprendo a raccontare dopo un lungo periodo di sosta. Sono stato ripreso da Marcello e da Piero: datti una mossa! hanno detto quasi all'unisono. Ecco siamo arrivati sul lago di Piediluco. Siamo in attesa del battello che ci porterà al ristorante...
C'è tempo per fare una telefonata a casa: tutto bene!
Guidare in Val Nerina è sempre divertente e poi la giornata è tiepida e c'è un bel sole. Insomma l'organizzazione è stata perfetta.
Abbiamo lasciato la spiaggetta. Piediluco incomincia ad allontanarsi, si prevede una traversata tranquilla di una decina di minuti. Però...quando meno te lo aspetti... c'è in agguato un fuoriprogramma che nessuno aveva previsto, che del resto come fuoriprograma sarebbe stato ben strano. Quando si è sull'acqua non si può mai stare tranquilli. Qui i nostri ancora non sanno che cosa li aspetta, sorridono e conversano. Magari parlano di donne e motori...
... ma veniamo al dunque: Ulisse si è fatto legare all'albero maestro (accidenti, gli anni passano ed i ricordi mi si affollano alla mente e forse sto andando in confusione) infatti Ulisse non c'entra niente, non è neppure salito a bordo!
è che il nostro battelliere ferma inopinatamente la barca e si rivolge ai passeggeri: ed ora lanciate un grido, deciso, secco a pieni polmoni... guardando la costa: momenti di panico. Chi propone: AIUTO, UOMO IN MARE ma noi siamo una decina, come fai a gridare UNA DECINA DI UOMINI IN MARE. Vediamo di essere seri, non si è mai inteso. Allora proviamo con un generico SOS in questo caso non è richiesto il numero, potrebbe andar bene.
No ripete paziente il battelliere, deve essere una grido secco, deciso. Provate con un bel CIAO. Poi tutti zitti che l'eco impiega diversi secondi per tornare indietro.
Lanciamo un CIAO da manuale. Ma quì non torna indietro niente si lamenta il solito impaziente. Tutti lo zittiscono: ssccccccc. Nel frattempo l'eco torna ma naturalmente nessuno lo sente.
Finalmente attracchiamo. Nessuno bacia la terra ma tutti immediatamente si preoccupano: QUANNO SE MAGNA ?!
Chi non perde la calma è l'io narrante. Ormai il più è fatto. Il viaggio è andato bene nessuno si è perso per strada, non ha piovuto e dalla cucina arriva un promettente profumo.
Anche questa uscita rimarrà nella storia come una bella uscita.
Ancora il pranzo non è stato servito. Serpeggia un certo nervosismo, non dovrebbe mancare molto che le richieste sono state avanzate già da alcuni minuti....
Ma ecco i piatti stanno arrivando, Marcello, lascia perdere le foto che qui si incomincia!
E dopo il pranzo c'è solo da aspettare il battello che ci riporterà sulla terra ferma. Faremo il giro del lago? Ma no. Andiamo alle cascate delle Marmore e non c'è tempo pwer fare tutto.
Infatti il rientro, almeno l'ultima parte la facciamo a notte fonda.
19:29 Scritto da: gio_bell | Link permanente | Commenti (0) |
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17/08/2011
In moto : Castelluccio Amatrice Gran Sasso
Ancora non siamo partiti... è evidente.
Ma c'è nell'aria un certo nervosismo, quello tipico che precede ogni partenza: che cosa abbiamo dimenticato? perchè qualche cosa abbiamo certamente dimenticato. Marcello ostenta sicurezza, guarda lontano forse già sente il richiamo della strada.
Ma il primo ad arrivare è stato Piero. Il più nervoso, probabilmente non è riuscito a dormire. Ultimamente la sua Virago sputacchiava olio e questo non è un bel segno. Anche qualche scoppio, ma questo va quasi bene: fa scena!
Ma ormai ci siamo tutti. Quelli di Falconara sono arrivati si può partire. Come da programma sosta alla Maddalena poi Visso poi Castelluccio. La fiorita non è completa mancano i rossi e i viola in compenso il giallo c'è tutto. È uno spettacolo. Attraversiamo la Piana, molto lentamente. Risaliamo, tra qualche chilometro saremo al Rifugio Perugia. Ho già avvertito: stiamo arrivando!
Massimo e Piero si concedono momenti di riflessione. Lo spettacolo dei Piani ha lasciato il segno e poi loro sono gente meditativa per definizione.
La loro espressione è eloquente: chi siamo, dove andiamo...
(A Campo Imperatore.... Quante volte ve lo devo dire!)
Bruna e Georgette sono molto più concrete.
È evidente. Qui non si parla di filosofia e tanto meno di motori, di pieghe, di ripresa...
E qui ci siamo tutti. Da sinistra:
Aldo, Luciana, Georgette, Bruna, Giorgio, Massimo, Marcello e Terenzio.
Piero sta riprendendo la scena.
Qualcuno lo deve pur fare.
Piero riprende la scena ma dopo il tradizionale "cheese" ha la malaugurata idea di chiamare il "tutti fermi". Per Aldo è troppo: si ferma e si addormenta!
Comunque per il pranzo mancano ancora cinque o dieci minuti. I signori del Rifugio Perugia stanno preparando la tavola ed il pranzo, gli ultimi ritocchi agli arrosti, il profumo è già arrivato.
Qualcuno grida: chiamate Aldo. Inutile dice Luciana: è già in piedi.
Marcello invece ritarderà qualche minuto. Ha da sistemare qualche cosa nel bauletto. È un tipo preciso lui, tendente al pignolo, ma è meglio non dirlo.
Adesso sono arrivati tutti. Nei motoraduni piccoli o grandi che siano il mangiare insieme acquista un'importanza particolare.
Giorgio riprende la scena. Laggiù in fondo Marcello sta offrendo o sottraendo (?) qualcosa a Terenzio. Comunque non c'è tensione, quindi, buon appetito!
Ma teniamoci leggeri che dovremo arrivare ad Amatrice, all'agriturismo Amatrice per la precisione, non è lontano comunque: leggeri e poco vino.
In attesa della cena, una passeggiata ad Amatrice. Una foto di gruppo e poi finalmente riposo.
Giorgio non si è mosso dall'agriturimo, ha deciso di iniziare il riposo con largo anticipo.
Il giorno dopo il gruppo si è mosso di buon'ora. La strada sale fino al lago di Campotosto, poi si supera il passo delle Capannelle... non subito perchè Piero manca all'appello. Sapremo poi che al bivio ha avuto un dubbio: per Teramo o per l'Aquila? Ma poi il gruppo si ricompone. Per la cronaca: prima verso l'Aquila poi quasi subito per Assergi. Poi non si può più sbagliare: la stazione della teleferica, si sale verso Campo Imperatore, poi a destra fino ad arriare a Fonte Vetica.
Aldo si fa fotografare tra le decine di motociclisti che affollano la zona degli arrosticini.
Anche io non so rinunciare alla foto ricordo. Alla macchina è Piero che di li a poco avrà problemi a ripartire... forse la batteria, o le candele. Ma un motociclista buon samaritano interviene e con una brugola da 5 risolve.
Non c'è che da pensare al ritorno, 200 km di autostrada, rientro noioso ma riposante.
Prima di ripartire però un ultimo problema. Marcello pone la questione: e perchè non passiamo per Santo Stefano di Sessanio che è qui a due passi?
Il gruppo, il gruppetto si divide. Ma in parti uguali: tre moto prendono la strada di casa le altre 3 fanno una capatina a Santo Stefano. Tutti contenti!
Se qualcuno vuole ripetere l'impresa, con la moto, questo è l'itinerario. Anche con l'auto può essere un'esperienza molto interessante. Per il ritorno basta scendere verso Assergi e poi l'autostrada.
E comunque come si dice in questi casi: per ulteriori informazioni siamo a vostra disposizione
Qui sotto l'album da sfogliare con le foto del viaggio:
Panorami dal viaggio
09:47 Scritto da: gio_bell in motori | Link permanente | Commenti (2) | Tag: motociclisti, viaggiare, pensionati, tempo libero |
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